Posts Tagged ‘lavoro’

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A volte ritornano (ritorniamo)

febbraio 22, 2010

Lo so, sono stata assente per mesi, sinceramente non sapevo se fosse il caso di tornare oppure no. Dopo la laurea si sono susseguite diverse fasi nella mia vita: l’euforia del momento, il declino dell’euforia, l’ansia dell’esame di inglese (che ho dovuto sostenere per poter fare delle richieste all’estero), la noia, la voglia di non fare niente e l’ansia per il futuro. Nel ultimo periodo mi sto confrontando con le ultime due, anzi le ultime tre. Di cose da fare ce ne sarebbero pure tante, ma ormai abituandomi a stare a casa, non ho voglia di fare nulla…starei qui a poltrire da mattino a sera…ma poi, poi mi annoio, vorrei trovarmi un lavoro, anche provvisorio, tanto per tenermi occupata e per guadagnare qualche soldino. Poi…c’è l’ansia, l’ansia per la mal riuscita dell’esame di inglese (sto ancora aspettando i risultati) e poi l’ansia per il futuro, perchè non so cosa cercare e cosa aspettarmi… e in più ancora non ho trovato un vero argomento su cui mi piacerebbe cimentarmi…mah, forse ho fatto bene a non cambiare il titolo del blog, almeno per ora!

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Effetti della crisi

aprile 2, 2009

pic-024Ci sono persone che di questa grande crisi economica neanche se ne accorgono, continuano ad avere un lavoro, ad essere pagati come prima…usufruiscono felici dei prezzi che si abbassano…quasi quasi verrebbe da dire che va più che bene. Illusioni. Un pomeriggio di questi tornando dal laboratorio prendo come al solito il giornale gratuito distribuito alla metro: 24 minuti. Un giornale utile per quelli, che come me rientrano a casa tardi, questo giornale infatti esce di pomeriggio. E’ stata una buona idea farlo uscire a quell’ora, apprezzata e si pensava anche redditizia. Invece, con amara delusione scopro che l’altro ieri era l’ultima volta che l’avrei letto, il direttore ha provato a spiegarci che in questi tempi duri non ce la fanno a portare avanti un giornale gratuito e con dispiacere doveva chiuderlo. E allora ho capito….ho capito, che tutta la gente che ci lavorava dietro da tempo, molto probabilmente perdeva il lavoro, i giornalisti, gli stessi ragazzi che lo distribuivano…insomma ecco l’effetto della crisi…ecco il tramonto!

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Quando si parla di tordi

marzo 26, 2009

Facciamo conto di avere a disposizione 2 litri di latte, uno costa 1,20€ e l’altro 1,50€. Tenendo conto che le differenze tra i due tipi sono nulle, voi quale prendereste?! Insomma la risposta mi sembra scontata, ovviamente quello che costa meno. Invece c’è una persona X di mia conoscenza che tenderebbe a comprare sempre quello più caro, perchè secondo lui ci sono delle differenze, quello più caro è di qualità migliore. Adesso vi faccio un altro esempio: ipotizziamo che io avessi la possibilità di assumere una persona, pagandola 7€/ora. Questa persona accetta e fa il suo dovere. Però la persona X di prima (datore di lavoro anch’essa)  è contraria perchè secondo lui io me ne approffitto, perchè ormai non si paga più 7€, ma 8€, e allora diamogli 8. Ma scusate, se il lavoratore accetta di lavorare anche con 7 perchè gli devo dare 8?! Solo per sentirmi meglio, solo per fare una bella figura di fronte agli altri? Allora ho spiegato al tizio X che finchè non sarà il lavoratore a chiedermi 8, io gli darò 7, tanto semplice. Perchè devo andare volontariamente in deficit con le mie finanze?! Questo X purtroppo è proprio un tordo e adesso vi do ulteriori prove. Allora X ha una casa in una città lontana e la fa guardare da qualcuno. Questo qualcuno però non fa molto, aprirà le finestre sì e no 2 volte l’anno e pagherà qualche bolletta della luce ogni tanto. X per questo lavoretto gli paga circa il 20% della sua pensione al mese. Sentendo questo sono rimasta senza parole perchè la persona che guarda la casa fa veramente poco, insomma non si merita tutti questi soldi. Ho cercato di spiegare al tordo X questa mia visione e si è incavolato, accusandomi di criticarlo. Ovviamente non può che essere una critica, tordo probabilmente non cambierà mai, verrà preso sempre per il bravo e buono, ma non si renderà mai conto di quanto la gente lo freghi.